IL MISTERO DI VILLA DELLE GINESTRE by T. Percivale || Recensione

Buon pomeriggio coffee lover

Cosa c'è di meglio che trascorrere un pomeriggio autunnale al calduccio della propria copertina preferita, sorseggiando un buon tè e leggendo un libro? Se siete qui la risposta è quantomai scontata: niente! ^^

Il libro che mi ha tenuto compagnia nella prima parte di questo weekend ozioso è stato "Il mistero di Villa delle Ginestre", scritto da Tommaso Percivale ed edito da Piemme. Sì, immagino già la vostra alzata di sopracciglio, notando che si tratta di una lettura per ragazzi ma, data la scarsità di cosy mystery editi in italiano, a volte ripiego su qualcosa del genere, quando ho voglia di svagarmi. Che poi, diciamoci la verità, questi gialli Piemme per ragazzi sono un po' il remake dei Gialli Junior Mondadori che - da ragazzina - prendevo sempre in prestito in biblioteca! Quante giornate passate a leggere e a immedesimarmi nelle avventure dei protagonisti che, spesso e volentieri, erano (quasi) miei coetanei.

Prima di partire con la recensione (che non contiene spoiler), ecco qualche info del volumetto in questione (io l'ho letto in versione e-book).



IL MISTERO DI VILLA DELLE GINESTRE

by Tommaso Percivale


Editore: Piemme {11 febbraio 2020}
Collana: Il battello a vapore. Giallo e nero
Pagine: 208 cartaceo • 168 e-book


Trama dell'editore


Greta Sullivan si chiede da sempre di che colore sia la faccia di un morto: il mistero l'attrae. Villa delle Ginestre, la casa dei nonni dove sta andando a vivere per qualche tempo, non fa che accrescere questo genere di pensieri. Una notte viene risvegliata dal fragore di una finestra fracassata, e mentre alla villa arriva la polizia per interrogare tutti i presenti, Greta inizia un'indagine parallela per ritrovare il ladro, scomparso nel buio con i gioielli di famiglia. Sul luogo del delitto si ritrovano così due conti, una bambina, una cameriera e un giardiniere, tenuti d'occhio da un commissario sospettoso. Ma forse qualcun altro si nasconde tra le ombre... 
La protagonista della vicenda è la piccola Greta, una bambina che, fin dalle prime pagine, ci appare indipendente, curiosa e vivace. La incontriamo all'inizio del libro mentre viaggia da sola in treno per raggiungere la casa dei nonni, in cui soggiornerà durante le vacanze crocieristiche dei genitori.

Le prime pagine quindi scorrono via così, con Greta in viaggio che incontra diversi personaggi, quasi tutti burberi e che nutrono poca simpatia per i bambini: nemmeno i nonni, che nell'immaginario collettivo sono normalmente affettuosi, sono contenti di vederla!

Intorno alla metà del libro, la trama prende (finalmente!) avvio. Durante la prima notte di Greta in villa, una finestra viene rotta, un intruso irrompe nella magione e dei preziosi gioielli vengono sottratti. Iniziano così le indagini del commissariato di polizia di Little Moss: due poliziotti locali - poco avvezzi a indagare e protagonisti dei momenti più esilaranti della storia - coadiuvati e diretti dall'ispettore William Shakespeare di Scotland Yard.

Ovviamente il mistero viene svelato grazie alle informazioni fornite da Greta che aiuta l'ispettore a completare il puzzle e dipanare la matassa, assicurando il colpevole alla giustizia.

Pur tenendo in considerazione che sia un libro per ragazzi, mi è piaciuto? Non me ne voglia l'autore, ma no. Il racconto si salva grazie all'ultima trentina di pagine, le uniche veramente interessanti e in cui vediamo Greta rendersi utile: leggendo la trama infatti mi aspettavo che la bambina fosse maggiormente protagonista, non che rimanesse chiusa in un canile prima e in un capanno poi. 

Non ho neanche particolarmente apprezzato le due velocità del testo: una prima parte lenta mentre, nella seconda, la storia è stata chiusa in maniera forse un po' troppo frettolosa. Mi sarebbe piaciuto leggere qualche pagina in più, magari per caratterizzare meglio i personaggi e, soprattutto, per seguire più da vicino le indagini parallele svolte da Greta, dato che è la protagonista del romanzo, ma sembra invece fare quasi solo da riempitivo.

Sia chiaro, la mia non è una recensione negativa e, soprattutto, vorrei porre l'attenzione sugli aspetti positivi del libro. L'autore, Tommaso Percivale, ha sicuramente una buona capacità narrativa: l'impressione che ho avuto leggendo il testo è che abbia dovuto fare dei tagli qua e là, forse per rispettare il target della pubblicazione e rimanere sotto un certo numero di pagine. Ho la convinzione che, se Percivale avesse scritto questo romanzo per un pubblico più adulto, sarebbe stato di gran lunga maggiormente convincente e avrebbe potuto così esprimersi al meglio!

Tirando le somme quindi non è un libro che boccio, perché è una lettura leggera ma piacevole e il testo, scritto bene e in maniera semplice, scorre fluido.
E voi avete letto questo libro? Concordate con la mia opinione? Lasciatemi un commento, se vi va!
A presto, con la prossima recensione librosa e... buone letture!   












You Might Also Like

0 comments

I commenti sono aperti a tutti, ma sono sotto moderazione per evitare il più possibile lo spam! ^^