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Buongiorno coffee lover, oggi vi presento un piccolo post introduttivo sulla mia lettura in corso. Si tratta de "Gli Dei di Giada e Ombra di Silvia Moreno-Garcia.

Il volume che possiedo è l'e-book di Mondadori, della collana Oscar Vault (Oscar Fantastica): mi piace moltissimo leggere in formato digitale perché rende i libri decisamente più leggeri, pratici ed economici, caratteristica non da poco, visto l'aumento spropositato del costo dei libri negli ultimi anni. L'e-reader inoltre mi permette di leggere anche di notte, senza affaticare la vista, essendo retroilluminato.

In questo post non troverete la recensione del libro (che arriverà più avanti), in quanto sono ancora in fase di lettura: sono all'incirca a metà narrazione, ma vi anticipo già che ve ne parlerò in maniera più che entusiasta! L'ambientazione è affascinante, i personaggi ben costruiti e l'avventura è meravigliosa: nel corso delle pagine seguiremo il viaggio di Casiopea (la protagonista) e di Hun-Kamé (il dio maya della morte) attraverso i paesaggi del Sud del Messico.

Sono stata catturata dalla storia fin dalle primissime pagine: Casiopea è una ragazza piena di sogni, forte e determinata, fiera nonostante le avversità che la vita le ha messo davanti. Mi piace come fin da subito tiene testa all'odioso cugino Martín che si comporta come il classico viziato rampollo di una ricca famiglia, abituato a comandare. Martín è un giovane che non lavora e passa le giornate a divertirsi e tormentare la sfortunata cugina.

L'apertura casuale di un vecchio baule del nonno dà il via all'avventura: Casiopea, suo malgrado, resuscita il dio della morte e viene costretta da quest'ultimo a seguirlo nel suo viaggio di vendetta e rivalsa, per riprendersi il trono che gli spetta. Da subito emergono le prime schermaglie tra i due che però mi fanno presagire un futuro avvicinamento: diciamo che l'impostazione iniziale del loro rapporto mi ha subito fatto pensare ai protagonisti de "La Città di Ottone" (di S.A. Chakraborty), Nahri e Dara. Staremo a vedere l'evoluzione del loro rapporto, per capire che strada prenderà!

Vi lascio qui di seguito qualche info utile, nel caso il post vi abbia incuriosito e vogliate cimentarvi con la mia stessa lettura!



GLI DEI DI GIADA E OMBRA

by Silvia Moreno-Garcia


Editore: Mondadori {12 settembre 2023}
Collana: Oscar Vault • Oscar Fantastica 
Pagine: 348 cartaceo • 309 e-book



Trama dell'editore

Una fantasmagorica avventura nelle foreste dello Yucatán, per poi arrivare nella sfavillante Città del Messico e, più oltre ancora, fin negli abissi dell'Oltretomba maya.

L'età del jazz è all'apice del suo splendore, ma la diciottenne Casiopea Tun non ha tempo da dedicare allo swing; è troppo impegnata a spazzare i pavimenti nella dimora del ricchissimo nonno nel Sud del Messico. Desidera da sempre una vita diversa, lontana da quel polveroso villaggio: una vita che sia davvero solo sua. Un sogno, però, che pare irrealizzabile fino al giorno in cui, aprendo per caso un baule di legno custodito nella camera del nonno, libera inavvertitamente lo spirito del Signore delle Ombre – il dio maya della morte –, che le chiede di aiutarlo a riconquistare il trono usurpato dal fratello. Se Casiopea fallirà nell'impresa, andrà incontro alla morte. Se invece riuscirà, il suo sogno potrà finalmente avverarsi. Assieme a questo dio incredibilmente bello, e armata unicamente della propria intelligenza, la ragazza intraprende una fantasmagorica avventura che la condurrà nelle foreste dello Yucatán, nella sfavillante Città del Messico e, più oltre ancora, fin negli abissi dell'Oltretomba maya.



Autrice


Silvia Moreno-Garcia (1981), messicana di origine e canadese d'adozione, è autrice di molti romanzi acclamati dalla critica, tra cui Gli dei di giada e ombra, Mexican Gothic (Locus Award e British Fantasy Award), Velvet Was the Night e The Daughter of Doctor Moreau. Ha inoltre curato diverse antologie, tra cui She Walks in Shadows/Cthulhu's Daughters (World Fantasy Award). È direttrice editoriale della Innsmouth Free Press e editorialista del "Washington Post". Laureata in Studi scientifici e tecnologici all'università della British Columbia, vive a Vancouver.

Che ne pensate di questa lettura? L'avete già letto, magari in versione cartacea?

Vi ricordo che se non lo fate già, potete seguirmi anche su GoodReads (click qui!) e tutti i principali social!

Buona lettura! ^_^   

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Buon pomeriggio coffee lover! 

Cosa c'è di meglio che trascorrere un pomeriggio autunnale al calduccio della propria copertina preferita, sorseggiando un buon tè e leggendo un libro? Se siete qui la risposta è quantomai scontata: niente! ^^

Il libro che mi ha tenuto compagnia nella prima parte di questo weekend ozioso è stato "Il mistero di Villa delle Ginestre", scritto da Tommaso Percivale ed edito da Piemme. Sì, immagino già la vostra alzata di sopracciglio, notando che si tratta di una lettura per ragazzi ma, data la scarsità di cosy mystery editi in italiano, a volte ripiego su qualcosa del genere, quando ho voglia di svagarmi. Che poi, diciamoci la verità, questi gialli Piemme per ragazzi sono un po' il remake dei Gialli Junior Mondadori che - da ragazzina - prendevo sempre in prestito in biblioteca! Quante giornate passate a leggere e a immedesimarmi nelle avventure dei protagonisti che, spesso e volentieri, erano (quasi) miei coetanei.

Prima di partire con la recensione (che non contiene spoiler), ecco qualche info del volumetto in questione (io l'ho letto in versione e-book).



IL MISTERO DI VILLA DELLE GINESTRE

by Tommaso Percivale


Editore: Piemme {11 febbraio 2020}
Collana: Il battello a vapore. Giallo e nero
Pagine: 208 cartaceo • 168 e-book


Trama dell'editore


Greta Sullivan si chiede da sempre di che colore sia la faccia di un morto: il mistero l'attrae. Villa delle Ginestre, la casa dei nonni dove sta andando a vivere per qualche tempo, non fa che accrescere questo genere di pensieri. Una notte viene risvegliata dal fragore di una finestra fracassata, e mentre alla villa arriva la polizia per interrogare tutti i presenti, Greta inizia un'indagine parallela per ritrovare il ladro, scomparso nel buio con i gioielli di famiglia. Sul luogo del delitto si ritrovano così due conti, una bambina, una cameriera e un giardiniere, tenuti d'occhio da un commissario sospettoso. Ma forse qualcun altro si nasconde tra le ombre... 
La protagonista della vicenda è la piccola Greta, una bambina che, fin dalle prime pagine, ci appare indipendente, curiosa e vivace. La incontriamo all'inizio del libro mentre viaggia da sola in treno per raggiungere la casa dei nonni, in cui soggiornerà durante le vacanze crocieristiche dei genitori.

Le prime pagine quindi scorrono via così, con Greta in viaggio che incontra diversi personaggi, quasi tutti burberi e che nutrono poca simpatia per i bambini: nemmeno i nonni, che nell'immaginario collettivo sono normalmente affettuosi, sono contenti di vederla!

Intorno alla metà del libro, la trama prende (finalmente!) avvio. Durante la prima notte di Greta in villa, una finestra viene rotta, un intruso irrompe nella magione e dei preziosi gioielli vengono sottratti. Iniziano così le indagini del commissariato di polizia di Little Moss: due poliziotti locali - poco avvezzi a indagare e protagonisti dei momenti più esilaranti della storia - coadiuvati e diretti dall'ispettore William Shakespeare di Scotland Yard.

Ovviamente il mistero viene svelato grazie alle informazioni fornite da Greta che aiuta l'ispettore a completare il puzzle e dipanare la matassa, assicurando il colpevole alla giustizia.

Pur tenendo in considerazione che sia un libro per ragazzi, mi è piaciuto? Non me ne voglia l'autore, ma no. Il racconto si salva grazie all'ultima trentina di pagine, le uniche veramente interessanti e in cui vediamo Greta rendersi utile: leggendo la trama infatti mi aspettavo che la bambina fosse maggiormente protagonista, non che rimanesse chiusa in un canile prima e in un capanno poi. 

Non ho neanche particolarmente apprezzato le due velocità del testo: una prima parte lenta mentre, nella seconda, la storia è stata chiusa in maniera forse un po' troppo frettolosa. Mi sarebbe piaciuto leggere qualche pagina in più, magari per caratterizzare meglio i personaggi e, soprattutto, per seguire più da vicino le indagini parallele svolte da Greta, dato che è la protagonista del romanzo, ma sembra invece fare quasi solo da riempitivo.

Sia chiaro, la mia non è una recensione negativa e, soprattutto, vorrei porre l'attenzione sugli aspetti positivi del libro. L'autore, Tommaso Percivale, ha sicuramente una buona capacità narrativa: l'impressione che ho avuto leggendo il testo è che abbia dovuto fare dei tagli qua e là, forse per rispettare il target della pubblicazione e rimanere sotto un certo numero di pagine. Ho la convinzione che, se Percivale avesse scritto questo romanzo per un pubblico più adulto, sarebbe stato di gran lunga maggiormente convincente e avrebbe potuto così esprimersi al meglio!

Tirando le somme quindi non è un libro che boccio, perché è una lettura leggera ma piacevole e il testo, scritto bene e in maniera semplice, scorre fluido.
E voi avete letto questo libro? Concordate con la mia opinione? Lasciatemi un commento, se vi va!
A presto, con la prossima recensione librosa e... buone letture!   












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Buon pomeriggio coffee lover!

Oggi vi voglio parlare di quella che, nello scorso post, vi anticipavo essere una delle mie serie tv giapponesi preferite: "Alice in Borderland" (orig.: Imawa no kuni no Arisu). 

Ho visto entrambe le stagioni quest'anno, durante un paio di oziosi weekend di binge-watching selvaggio, quindi, in questo post, troverete una recensione che abbraccia sia la prima che la seconda stagione.

Ma prima di leggere cosa ne penso, eccovi la trama e qualche curiosità sulla serie, in caso non l'abbiate ancora vista. Ah, tranquilli, l'unico spoiler è chiaramente segnalato, per cui potete leggere senza ansia! ^_*

 

 

TRAMA & TRAILER DELLA STAGIONE 1


Arisu, un ragazzo appassionato di videogiochi, per sfuggire alla polizia, si nasconde insieme ai suoi due migliori amici nei bagni della stazione di Shibuya; a un tratto i rumori della città svaniscono e i tre si ritrovano in una Tokyo desolata in cui dovranno competere in una serie di giochi estremamente pericolosi per riuscire a sopravvivere. In questo nuovo mondo dai caratteri distopici, Arisu incontra Usagi, con cui affronterà diverse sfide e cercherà di ritornare nella Tokyo contemporanea.

 



 

 

TRAMA & TRAILER DELLA STAGIONE 2



** spoiler per chi non ha visto tutta la prima stagione **


Nella seconda stagione si assiste alla fase successiva dei giochi, per cui i protagonisti si trovano ad affrontare le carte delle figure: fanti, re e regine dei quattro semi, che corrispondono a sfide ben più complesse e difficili di quelle proposte nella prima stagione.
La città di Tokyo appare sempre più desolata e Arisu e i suoi amici sono così ancora più determinati a scoprire come ritornare a casa, alla loro vita normale.

 



 

Così come abbiamo scoperto già nel corso della prima stagione, i giochi sono catalogati in base ai semi delle carte da gioco francesi e hanno una difficoltà che dipende dal valore della carta.
Abbiamo visto quindi che i game sono così suddivisi:

  • FIORI = GIOCHI COLLABORATIVI: devono essere affrontati facendo squadra e collaborando attivamente per poter sopravvivere;
  • QUADRI = GIOCHI DI INTELLIGENZA: logica e strategia sono le qualità richieste per avere successo;
  • PICCHE = GIOCHI FISICI: prevedono l'utilizzo della forza, coadiuvata dalle abilità di resistenza e agilità;
  • CUORI = GIOCHI PSICOLOGICI: sono i più crudeli, agiscono sulla psiche dei giocatori di cui il game mastermanipola i sentimenti.

Dopo avervi presentato la serie e mostrato un paio di trailer, eccoci finalmente al momento della recensione.

Inizio subito col dire che "Alice in Borderland" è probabilmente una delle serie più sottovalutate degli ultimi anni! A me è piaciuta moltissimo, l'ho trovata adrenalinica, con effetti speciali curati e una trama ben congegnata che - man mano che si avanza nella storia - ci aiuta a scoprire sempre di più sul passato dei vari personaggi.

A differenza di quanto sembri la prima stagione, in cui il protagonista assoluto è Arisu, la seconda stagione assume le sembianze di una serie corale, poiché ci porta ad approfondire le storie degli altri componenti del gruppo che, a seconda dell'episodio, assurgono al ruolo di eroi o antieroi: questo perché, così come piuttosto radicato nel pensiero orientale, ognuno di noi ha in sé sia il bene che il male. Quello che appare comunque chiaro alla fine della serie, è che tutti i personaggi hanno subito un'evoluzione, a causa di quello che hanno vissuto.

Parlando dell'ambientazione, la Tokyo distopica è stata ideata in maniera magistrale; ciò che mi ha colpito maggiormente, è stato il veder mutare la città che sembra quasi un organismo vivente e che da altamente tecnologica e avanzata, subisce un decadimento, soccombe e pian piano viene sopraffatta dalla natura circostante: al contrario dei protagonisti, che invece di lasciarsi abbattere dalle sfide proposte dal game master, reagiscono, si ribellano e lottano fino alla fine per riconquistare se stessi, più ancora che la loro vita precedente.

Per quanto riguarda i game, quelli delle prime puntate sono stati resi visivamente in maniera molto più splatter dei successivi; nella seconda stagione ho trovato giusto un paio di scene troppo crude, fra cui il momento dell'eliminazione dei concorrenti nel gioco del Re di Quadri... ma basta girarsi dall'altra parte e non guardare! ^_*

Da appassionata di musica, non posso poi non citare la colonna sonora che si integra perfettamente con le scene, fa da cornice a una produzione di livello e dà quel tocco in più, sottolineando i momenti di tensione o quelli più riflessivi.

 

** ATTENZIONE! Da qui in poi la recensione contiene SPOILER! **

 

Il finale mi ha entusiasmato all'inverosimile: spiega tutto, pur rimanendo aperto e ponendo un nuovo interrogativo. Negli ultimissimi secondi dell'ultima puntata infatti, nel giardino dell'ospedale dove si trovano tutti i sopravvissuti, viene inquadrato un tavolino con delle carte da gioco: il vento spazza via tutte le carte tranne una... il Joker.

Questo significa forse che ci sarà una terza stagione? Arisu e i suoi amici torneranno nel Borderland (i.e. il confine tra la vita e la morte) per sconfiggere l'ultima carta? E insieme al Joker troveranno anche i due giocatori che dopo la sconfitta della Regina di Cuori hanno scelto di diventare Residenti?

Netflix non si è ancora pronunciata su un eventuale rinnovo, quindi non ci resta che aspettare!

Nel mentre, ho deciso di procurarmi il manga, sono curiosa di vedere se la serie tv sia stata fedele o se gli sceneggiatori abbiano apportato delle modifiche alla storia o ai personaggi! ^_*

Piccola curiosità: in rete si trovano diversi post che illustrano a quale personaggio di "Alice in Wonderland" corrispondano i protagonisti di "Alice in Borderland".
Vi riporto qui di seguito le corrispondenze (ma potete trovare fior fior di articoli, anche in lingua italiana, che ne parlino in maniera approfondita, in caso vogliate saperne di più):

  • ARISU = ALICE
  • USAGI = BIANCONIGLIO
  • CHISHIYA = STREGATTO (adoro, è il mio personaggio preferito! *_*)
  • DANMA = CAPPELLAIO MATTO
  • NIRAGI = LEPRE MARZOLINA
  • KUINA = BRUCALIFFO (altro personaggio che mi è piaciuto un sacco!)
  • MIRA = REGINA DI CUORI
  • KARUBE & CHŌTA = IL TRICHECO & IL FALEGNAME (da "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò")
  • ANN = REGINA BIANCA (da "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò")
  • ASAHI & MOMOKA = PINCOPANCO & PANCOPINCO

 

Well, direi che la recensione è piuttosto completa, benché potrei andare avanti per ore a parlarvi di "Alice in Borderland"! Se non l'avete ancora vista, vi consiglio di darle una chance, merita assolutamente, nel caso in cui vi piaccia il genere distopico, la fantascienza e l'azione condita con un pizzico di avventura!








 

 

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안녕하세요, coffee lovers!

Io sono Yuna e vi do il benvenuto nel mio spazio virtuale, dove chiacchiereremo di un po' di tutto, dai libri ai manga, dalle serie tv ai film, ai viaggi e tanto altro.
Sarà come essere seduti insieme a un tavolino, sorseggiando un caffè o, perché no, un goloso cappuccino!

L'Oriente mi affascina, vorrei poterlo visitare un giorno, scoprendo l'arte e cultura di posti magici come il Giappone e la Corea del Sud. Nel mentre, mi accontento di ascoltare musica k-pop e guardare drama e anime! Una delle mie serie preferite è "Alice in borderland" (j-drama), insieme alla mistica (e romantica!) "Alchemy of souls" (k-drama).

Una piccola spiegazione sul titolo del post: 안녕하세요 (annyeonghaseyo) è una parola coreana che significa "ciao". È qui utilizzata nella sua declinazione un po' più formale, per darvi il benvenuto nel mio blog che sarà un luogo tranquillo e ospitale, dove discorrere delle nostre passioni.

Mentre aspettate il prossimo post, potete seguirmi anche sulle mie pagine social: mi trovate su Instagram (@yuna.loves.coffee) e su Twitter (@yuna_coffeetime). A breve potrete seguirmi anche su Facebook e GoodReads, dove inserirò le mie letture.

Nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo, sì, forse sono un po' nerd, ma non troppo! ^_*

Ci leggiamo presto, buon pomeriggio a tutti!


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Yuna

"The heart is the most important. If you are in love, appearances do not matter.”

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